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PHANTOM LORDS "Temple Of Metal" Steelheart 2005 voto: 6 24/12/2005
Dopo un discreto demo la band pistoiese dei Phantom Lords si accasa presso la Steelheart e dona alle stampe il debutto ‘Temple Of Metal’. Il risultato del sudore dei primissimi anni di carriera della giovane band è un album che presenta momenti positivi ed altri decisamente negativi. Il sound dei nostri è debitore essenzialmente delle schitarrate tipiche degli Iron Maiden e delle soluzioni ritmiche dei Metallica del Black Album, senza dimenticare le aperture melodiche ed epiche di impronta Manowar. Il meglio della produzione del gruppo è posta nella prima metà dell’album, grazie ad un’arrembante cavalcata, l’opener ‘Temple Of Metal’, che ci porta al pezzo più catchy e vincente del CD, ossia ‘Thirsting For Vengeance’. Il brano riesce a convincere da tutti i punti vista e mostra il lato migliore della band che dovrebbe approfondire questo “modello-canzone” per il futuro. Altro pezzo interessante è la successiva ‘The Phantom Lord’, sicuramente il brano più elaborato che dà ampio lustro alle due asce di Matteo Arcangeli e Luca Bucciantini, nonché all’interpretazione alla voce di Alessandro Maltinti; il pezzo prevede differenti atmosfere, drammatiche e colme di potenza, ed il giovane singer sa interpretarle tutte bene. Ancora un appunto positivo per ‘Fall Into Madness’, pezzo epico-cadenzato che già comincia, però, a far scendere le quotazioni dei Phantom Lortds. In questo brano lo scarso livello di registrazione emerge con una forza devastante. Nel prosequio del CD invece, oltre alla pessima registrazione, si sottolinea l’ispirazione sempre più ingombrante e mal riprodotta dei Metallica. La riproposizione di una spenta cover di ‘Master Of Puppets’ nel finale del CD conferma una dipendenza ancora troppo forte nei confronti della band americana. Inoltre in pezzi come ‘Run Insane’ il fantasma degli Iron Maiden è una presenza quasi onnipresente. In definitiva i Phantom Lords forse avrebbero dovuto aspettare ancora un po’ prima di dare alle stampe ‘Temple Of Metal’ perché l’album risente ancora troppo di evidenti “ispirazioni”; inoltre poteva essere curato maggiormente l’aspetto compositivo/esecutivo e la registrazione. L’album è comunque discreto e potrà piacere agli amanti diel metal più tradizionle non troppo pretenziosi. Ora sta ai Phantom Lords migliorare le proprie quotazioni e tornare al pubblico con un prodotto più convincente.
Leonardo Cammi
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31 Jan 2006 by Arcano |
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